Social: il trend per il 2019

Social: il trend per il 2019

tlcomm,cristiano,cottignoli,consulenza,informatica,sviluppo,software,telefonia,ip,siti,web,mobili,app,telecomunicazioni,vendita,online,notebook,personal,computer,refurbished,ricondizionati

«I consumatori, gli utenti chiedono che i brand prendano posizione, che non si limitano a vendere delle cose ma sposino dei valori e credano in qualcosa di importante. Non ci si può più limitare ad avere un posizionamento, serve prendere una posizione.»
Andrea Fusco – The Big Now

I consumatori di tutto il mondo si aspettano che i proprietari dei Brand acquisiscano una posizione ber definita e facciano delle scelte, dal sociale al politico, che li inquadrino in un qualcosa di ben identificabile.

Di certo i gestori dei Brand non potranno fissare quindi un obiettivo se non per il tramite di sofisticati strumenti di analisi e di predizione del mercato. Tuttavia queste metodologie sono state minate nel 2018 dallo scandalo Cambridge Analityca che ha investito colossi come Facebook nonche dalla scoperta di un numero esorbitante di Bot sulla piattaforma Twitter e per finire in un generalizzato uso fraudolento dei dati raccolti sugli utenti online.

Dal grafico si evince lo strapotere di Whatsapp e di Instagram per il numero di utenti attivi giornalieri che pubblicano storie e status. Ed è dall’analisi di queste storie e di questi status che i gestori dei Brand possono ricavare quelle che potrebbero essere le tendenze per il mercato del 2019 e del 2020.

Possiamo senza dubbio affermare che l’analisi di questi dati potrebbe portare alla creazione di gruppi specifici orientati al Brand, una sorta di cerchia ristretta o meno composta di soggetti che anelano allo stesso brand o quantomeno a caratteristiche ben precise che porterebbero alla scelta di un Brand.

In un mondo poi sempre più propenso all’utlizzo della realtà virtuale e dell’intelligenza artificiale ci si potrebbe non di meno aspettare l’introduzione di Virtual Influencer, ovvero di sistemi AI che emulino in tutto e per tutto un Influencer Umano senza i costi di quest’ultimo che offrirebbe inoltre una quantità di contenuti postati in rete di molto superiori a quelli che possono postare gli attuali Influencer.

Nel frattempo i Brand si dedicheranno alla Branded Influencer Fatigue, ovvero la ricerca di influencer più o meno adatti alla gestione commerciale del proprio Brand.

La scommessa quindi è quella di avere un team di professionisti che sostituiscano le attuali PR, con le Digital Social PR. Il fenomeno assumerà una crescita velocissima e quindi la partita si gioca adesso quando le tecniche non sono ancora ben definite, ma possono essere blindate a breve da colossi della gestione delle informazioni digitali.

Condividi con i tuoi amici

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *